INCREDIBILMENTE CARLO

 

Probabilmente lo conoscerete già, ma se cosi non fosse, sono più che lieta di presentarvi CARLO TAGLIA: il Re italiano dei viaggi. Torinese e sulla trentina, segue da una decina d’anni le sue passioni senza farsi ostacolare da nessuna barriera mentale o sociale. Ecco il segreto che gli ha permesso di fare il GIRO DEL MONDO A PIEDI, diventando cosi il simbolo dei viaggiatori con zaino in spalla. Simpatico, umile, disponibile, felice, sorridente e tanto altro ancora…Vediamo cosa ci racconta!

Da quanti anni, come e perché hai deciso di intraprendere uno stile di vita che si puo definire nomade ?

Oramai sono bene o male 12 anni che dedico la mia vita al viaggio. Ho avuto delle pause più o meno lunghe fermandomi a vivere e lavorare in un sacco di paesi e continente diversi. Ho iniziato appena ventenne andando a cercare lavoro per la stagione estiva a Tarifa, la punta sud dell’Andalusia in Spagna davanti al Marocco. Dopo alcune settimane sono stato assunto in una pizzería come aiuto cuoco. Le ragioni principali che mi hanno messo in camino sono nate da un profondo malessere che vivevo nella realtà sociale in cui stavo crescendo. Dovevo rimediare in qualche modo perchè era autodistruttivo e così mi sono abbandonato alla terapia del viaggio.

Che tipo di viaggiatore ritieni di essere ?

Solitario, un attento osservatore. Cerco di viaggiare in maniera piuttosto económica perchè più vera e a contatto con la gente del posto. Mi definisco un camaleonte perchè sono spesso l’unico straniero nel mezzo delle culture che attraverso anche se per il mio aspetto non passo inosservato.

Dove ti trovi in questo momento e quale itinerario di viaggio stai seguendo ?

Oggi mi trovo in Tanzania perchè sto attraversando l’Africa con i mezzi pubblici e in autostop. Ho iniziato dal Sud Africa, poi Namibia, Botswana, Zimbabwe, Malawi ed ora Tanzania. L’obiettivo è raggiungere l’Egitto ma la strada è ancora lunga.

 

Dopo tutte queste avventure, ritieni che ci sia ancora qualcosa che ti crea problemi durante un viaggio?

Si, in questo viaggio sto patendo parecchio i mezzi scomodi. Sono spesso più alto della media dei popoli che attraverso e i sedili dei mezzi non si adattano bene alla mia schiena. Mi trovo l’appoggiatesta nel pieno della schiena e quando si affrontano viaggi di 20 o 30 ore vengono fuori alcuni dolori. Oppure alcuni minibús che ho preso, soprattutto in Malawi, con il tetto bassissimo e mi è toccato viaggiare con il collo storto o senza spazio per le gambe da tenere su stando in posizioni non naturali. In Africa ho trovato i mezzi più scomodi simili all’India solo che questo continente è grande dieci volte l’India e quindi attraversarlo è impegnativo. Poi le intossicazioni da cibo capitano ancora, ne ho avuta una qualche settimana fa. Inoltre in Africa bisogna stare attenti a diverse malattia parassitarie, quindi tante preucazioni.

Ti sei ma sentito diverso ?

E’ una sensazione che mi porto dietro spesso, ma soprattutto a casa. Sia per la visione che ho della vita e sia per il mio aspettto. Tanta gente ancora mi giudica per i miei tatuaggi o piercing. Poi nei miei viaggi sono spesso l’unico europeo in mezzo ad africani o altre culture. In Africa nei mezzi in cui ho viaggiato il 98% dei casi ero l’unico bianco. Ho sempre tanti occhi puntati addosso per un motivo o per l’altro. La maggior parte delle volte è curiosità, ma altre volte mi trovo in situazioni non semplici da gestire soprattutto quando arrivo di notte in enormi e fatiscenti stazioni di grandi metropoli. Naturalmente in paesi del terzo mondo un bianco è visto come una possbilità per fare due soldi e può attirare malintenzionati. Oppure purtroppo la storia del paese che sto atraversando può aver causato risentimento razziale forte come in Sud Africa dove ho affrontato le situazioni più difficili a viaggiare con i mezzi non turistici o autostop.

Che progetti hai per il futuro ? Credi che un giorno ti stabilizzerai in un luogo preciso ?

E’ difficle parlare di futuro per me in questo momento. Questo progetto africano è l’ultimo grande che avevo per realizzare un libro. Dopo prenderò sicuramente una lunga pausa dalla scrittura o progetti via terra perchè fisicamente sono provato. Poi dopo aver attraversato Centro e Sud America, Europa, Asia e ora Africa senza aerei mi ritengo anche appagato. Devo riflettere sul provare a stabilirmi da qualche parte, che ora per me è la Svezia dove sto vivendo, o no. Sarò sempre viaggiatore anche se forse con meno intensità nei prossimi anni. Ma tutto può essere.

Qual’é il continente che più ti fa battere il cuore viaggiando ?

Il Sud America e l’Africa sono i continenti che mi fanno più battere il cuore. Per i loro paesaggi e le culture indigene. Ma anche perchè riesco a comunicare meglio con la gente del posto. Ma l’India è il mio paese preferito. La cutura millenaria per me più straordinaria che mi ha rapito il cuore. L’India mi ha cambiato dentro radicalmente e dato tanto quanto nessun altro paese. Mi manca un sacco, tre anni fa mi sono promesso che avrei viaggiato Centro America e Africa prima di tornare a godermi la mia amata India. Il prossimo anno tornerò là.

Preferisci viaggiare solo o in compagnia?

Solo tutta la vita, amo profondamente il viaggio solitario perchè è soprattutto introspettivo anche se ti porta ad aprirti di più con le culture che stai attraversando. Poi ho uno spirito di adattamento e di aventura che è raro da trovare nelle altre persone, quando viaggio con gli altri mi sento limitato. Mi piace non rendere conto a nessuno e seguire il mio solo istinto, la mia vera straordinaria guida che mi porta a vivere situazioni davvero magiche. Poi in un lungo viaggio condividere qualche giorno con qualcuno ci sta ma, tuttavia per me il vero viaggio è solitario.

Se potessi inviare un messaggio a te stesso di 10 anni fa, che diresti ?

Sei sulla strada giusta, non demordere.

Un messaggio ai giovani d’oggi ?

Dedicate la vostra vita a ciò che vi fa battere il cuore. Rendete la vostra passione più grande ; la vostra missione. La solitudine è una tappa fondamentale verso la serenità, non evitatela ma cercatela. Se qualcosa vi spaventa tuffatevi dentro senza ascoltare le vostre paure immaginarie. Il mondo è molto diverso da come lo immaginate, siate assetati di conoscenza perchè più sarete consapevoli e più sarete liberi.

 

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