Prima Parigi e subito dopo Australia. Questi furono i luoghi che mi fecero rinascere, come un bruco che diventa farfalla. Nella terra dei canguri, trascorsi l’anno più intenso della mia vita tra lavori e viaggi, avventure e disavventure, legami e addii. Durante questo periodo mi innamorai perdutamente della vita, capendo che i veri limiti sono solo quelli mentali, quindi abbandonai tutte le mie paure e insicurezze, gettandomi tra le braccia del mondo e della vita. A quel punto, con grande sorpresa mi ritrovai avvolta in un turbine di esperienze che si moltiplicavano giorno per giorno grazie ai numerosi viaggi che affrontavo. Singapore, Malesia, Cambogia, Tailandia, insomma un’abbuffata incredibile di sapori, colori e odori che entravano uno dopo l’altro in me.
A vent’anni sentii l’esigenza di riprendere gli studi, quindi tornai in Europa e m’iscrissi all’Università di Psicologia a Parigi dove trascorsi i primi due anni di studi. Qui, dovendomi adattare ad una cultura diversa e un sistema universitario rigido e competitivo, affrontai numerose sfide. Nonostante ciò ebbi l’opportunità di continuare i miei viaggi in quanto i corsi universitari francesi prevedevano cinque mesi all’anno di pausa.
Il 2016 e 2017 furono altri due grandi anni, perché in previsione del mio ultimo anno di Università (che si sarebbe svolto a Québec city, in Canada), decisi di lanciarmi in un intrepida avventura. Una di quelle nella quale in principio, forse non credevo nemmeno io: l’idea era quella di partire alla fine di maggio da Cancún e, attraversare tutto il Messico e gli Stati Uniti in autostop, arrivando a Québec city, entro la metà di Settembre. Ancora ricordo la soddisfazione che provai il giorno in cui, dopo tre mesi di viaggio, arrivai a destinazione: dire che mi sentivo invincibile sarebbe riduttivo. Grazie a questo lungo periodo trascorso in Erasmus ebbi l’occasione di visitare Cuba, Miami, Orlando, Washington, New York, San Francisco, Portland, Seattle e Vancouver.
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